Autori: Paolo Sganzerla, Stefano Tobia.
Si ringrazia Paola Bovetti di Pattern Spa per la collaborazione.

Il case study racconta l’ideazione e la creazione di un sistema di vendor management nel settore della prototipazione e produzione di capi di alta moda. Pattern ha l’obiettivo di essere un’azienda ad impatto zero entro il 2023 per quanto riguarda le emissioni di CO2 nell’ambiente. A questo si aggiunge la responsabilità sociale che Pattern garantisce non solo ai propri dipendenti ma a tutta la filiera, dalla produzione del tessuto al confezionamento del capo.

Chi è Pattern e di cosa si occupa

Pattern è un’azienda che ha l’ambizioso obiettivo di diventare il più importante polo italiano della progettazione del lusso, puntando su qualità, servizio e soprattutto “sostenibilità” del business, sia dal punto di vista “etico”, che ambientale.

Questa strategia di sviluppo è alla base degli ottimi risultati dell’azienda, che ha visto una crescita rapidissima negli ultimi anni, sostenuta nel 2019 dalla quotazione sul mercato AIM di Borsa Italiana

Pattern offre ai suoi clienti l’attività di sviluppo di collezioni “chiavi in mano”, quindi non solo progetta i capi ma offre anche un servizio di coordinamento e gestione dell’approvvigionamento e della produzione dei capi, di fatto lavorando come struttura operations per le grandi maison dell’alta moda. Pattern ricopre un ruolo da coordinatore di una filiera che parte dalla produzione del tessuto e degli accessori e che culmina nella realizzazione e confezionamento del capo finito.

Figura 1: Pattern SPA

Obiettivi ambientali e sociali di Pattern

Come già indicato l’azienda da anni ha avviato un percorso verso la sostenibilità, che va ben oltre le semplici certificazioni ottenute: nel 2013 Pattern è la prima azienda italiana di confezionamento ad ottenere la Certificazione Internazionale SA8000 Social Accountability.

L’azienda si è posta l’obiettivo di divenire “carbon neutral” entro il 2023: “From RED to GREEN Carpet” è un piano quinquennale, il cui nome deriva dall’idea di poter creare lo stesso lusso che sfila oggi sulle passerelle più famose, ma riducendo drasticamente l’impatto odierno sull’ambiente e ha come scopo il raggiungimento di tre target individuati da Pattern:
1. Carbon neutrality
2. Sostenibilitá economica e sociale
3. Circular economy & waste re-value

In questo percorso Pattern nel 2016 pubblica il suo primo Bilancio di Sostenibilità, unica tra le PMI del settore tessile/abbigliamento e nel 2021.

Nel 2021 è reso operativo il nuovo centro logistico di smistamento ad impatto ZERO , progettato insieme ad MPS utilizzando la metodologia SLP Systematic Layout Planing.

Figura 2: il nuovo magazzino eco-sostenibile

Per garantire un servizio d’eccellenza ed un impatto positivo nei confronti dell’ambiente e delle persone, ha deciso di coinvolgere l’intera supply chain, realizzando, assieme ad MPS Consulting, un sistema di Lean Vendor Management sostenibile.

Per Lean Vendor Management si intende un sistema organizzativo che integra i criteri di selezione e gestione dei fornitori tipici del Lean Supply Chain Management ai più avanzati concetti di economia circolare e responsabilità sociale d’impresa, al fine di raggiungere gli ambiziosi sustainable development goals posti dalle Nazioni Unite (SDGS, United Nations).

Il punto di partenza: l’analisi della supply base

Con uno spending complessivo 2019 di più di 25 mil€, prima ancora di ridefinire il modello di gestione del parco fornitori è opportuno fare una valutazione della situazione di partenza, per definire non solo come gestire fornitori diversi, ma anche le priorità di intervento, per avere la massima efficacia in tempi ridotti.

Abbiamo quindi utilizzato strumenti classici di analisi per effettuare una completa mappatura della base fornitori, a partire da una riclassificazione funzionale e da una raccolta analitica di informazioni anche di carattere economico e finanziario, per arrivare alla definizione di una matricedi Kraljc, e di una matrice di reciprocità.

Figura 3: Matrice di Kraljic – Pattern

Operando nel mondo del lusso e dell’alta moda, alcuni fornitori sono scelti dagli uffici stile del cliente, anzi sono parte integrante del progetto di stile, limitando di fatto i margini di manovra di Pattern che deve fornire un servizio di progettazione e industrializzazione del capo, ma non può intervenire (se non in minima parte) sulle scelte stilistiche.

A titolo di esempio, la scelta del tessuto del capo vincola anche la scelta del fornitore: in realtà le grandi maison, che hanno anche maggiore potere negoziale con i produttori di tessuto, stanno già attuando programmi di coinvolgimento per garantire qualità servizio e sostenibilità ed è sempre più popolare la ricerca di tessuti e accessori “eco compatibili”.

Dall’analisi iniziale è emerso inoltre la priorità di un intervento sui “faconisti” e su alcune categorie merceologiche che hanno un maggiore impatto sulle performance complessive (QCD Quality Cost Delivery) dell’intera supply chain: si può infatti notare in figura 3 la rilevanza della voce “faconisti” sul conto economico di Pattern (dimensione della bolla) e la posizione strategica che ricoprono in termini di qualità del prodotto e sul servizio.

4.    Un sistema integrato

L’analisi approfondita della supply base attraverso la matrice di Kraljic e la matrice di Reciprocità ha permesso di definire quattro fattori fondamentali:

  • Importanza del fornitore sulla qualità del prodotto e servizio
  • Livello di rischio associato al fornitore (i.e. sostituibilità, switching cost)
  • Rilevanza della voce di spesa per quel fornitore (rispetto allo spending totale)
  • Rilevanza di Pattern sul fatturato del fornitore

Coerentemente con questi quattro parametri è stato definito il tipo di rapporto da stabilire con il fornitore, le opzioni spaziano dall’eliminazione di quel fornitore, passando per un’integrazione fino ad una vera e propria partnership esclusiva.

Per i fornitori più strategici, rilevanti e dove esiste un interesse reciproco è stato stretto un rapporto di integrazione e/o partnership atto a garantire visibilità reciproca sui volumi di lavoro, a condividere standard di qualità omogenei e a intraprendere un percorso di crescita economica e negli aspetti di sostenibilità sociale ed ambientale.

Abbiamo visto che i faconisti sono fornitori strategici e rilevanti: i perfetti candidati per un’integrazione spinta.

Una volta individuati i migliori candidati tra i faconisti e definito il livello di integrazione, il passo successivo è stato quello di costruire un sistema integrato in grado di qualificare vecchi e nuovi faconisti come partner di Pattern e al contempo di monitorare il rispetto delle performance concordate, attraverso un cruscotto di KPI ben definito.

L’azienda ha standardizzato le fasi fondamentali del processo di qualifica di un faconista secondo un percorso di qualificazione ben preciso. Durante questo processo di durata intorno ai 12 mesi il fornitore viene gradualmente avvicinato al mondo di Pattern e supera alcuni step fondamentali per la sua crescita ed integrazione con l’azienda torinese.

Nel percorso di qualificazione, oltre a requisiti di capacità tecnologiche e qualitative il criterio più stringente è quello della responsabilità sociale d’impresa. Pattern pone la gestione responsabile delle persone al centro del sistema, convinta che il rispetto dei dipendenti e di tutti gli stakeholder sia un fattore determinante.

In breve, un faconista che non rispetta i suoi lavoratori non è solo poco etico, ma anche di scarsa qualità: umana e di prodotto.

Una volta qualificato (Vendor Evaluation) il fornitore inizia la collaborazione attiva e la fornitura di prodotti e servizi, ma non viene abbandonato. L’azienda avvia un monitoraggio analitico delle performance (Vendor Rating) e fornisce continuo supporto tecnico per garantire la costanza delle prestazioni.

Se disattese certe soglie di qualità o servizio (misurate con appositi KPI) il vendor viene messo in “quarantena” fino ad una nuova vendor evaluation, procedendo velocemente con le verifiche necessarie per riportare valori degli indicatori di qualità e servizio a livello accettabile.

Una supply chain sostenibile

In un mondo che sta affrontando cambiamenti drastici a livello ambientale e sociale, il settore della moda non è più intenzionato a stare a guardare. Diverse aziende a partire dalle grandi Maison hanno posizionato il rispetto dell’ambiente e delle persone al centro delle loro campagne comunicative e di marketing.

Gli sforzi comunicativi e di immagine hanno un enorme impatto sui comportamenti di acquisto dei consumatori, che oggi più che mai prediligono un prodotto sostenibile.

Ma alla fine della giornata, chi fa davvero la differenza sull’impatto sociale ed ambientale prodotto da un’azienda?

La supply chain, intesa come struttura che garantisce la consegna di un prodotto finito a partire dalle sue materie prime è la più importante protagonista nella sfida al sistema tradizionale. Si, perché la supply chain è tradizionalmente valutata su qualità, costo e tempo, parametri che ad un primo sguardo contrastano con la scelta di responsabilità sociale.

Tuttavia, aziende innovative come Pattern sanno che nel lungo periodo la scelta di costruire una supply chain responsabile, attraverso un avanzato sistema di Lean Vendor Management sostenibile, garantisce un concreto vantaggio nei confronti di un mercato che non si accontenta più di belle parole, ma cerca delle gesta concrete.

Paolo Sganzerla

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